Oratorio di Santa Chiara di Bogliasco

Bogliasco (GE), 2017 - 2023

Restauro della volta in canniccio a seguito di un crollo, ricollocazione dei frammenti, ricostruzione del crollo e restauro pittorico di tutta la volta; rifacimento del tetto e delle sue strutture; affiancamento nel progetto strutturale.

OBIETTIVO
Intervenire su un bene vincolato dalla Soprintendenza per la messa in sicurezza e il restauro della volta affrescata, garantendo al contempo la fruibilità degli spazi liturgici e la tutela del patrimonio artistico.

INTERVENTO
L’Oratorio di Santa Chiara di Bogliasco è un bene vincolato e tutelato dalla Soprintendenza; quindi è soggetto alle autorizzazioni della stessa per ogni tipologia di intervento architettonico e strutturale e di restauro cui deve essere sottoposto.

L’Oratorio ha subito un crollo di quasi 20 mq di intonaco della volta nel gennaio del 2016.

La struttura della volta è di tipo “appeso”, costituito da un sistema di centine lignee propriamente appese alla struttura del tetto mediante “pendini” alle quali è “agganciato” l’intonaco steso su di una stuoia di canne.

Solo dopo il montaggio del ponteggio interno è stato possibile ispezionare la volta da vicino. A seguito dei primi interventi di messa in sicurezza e di pulitura e è stato possibile valutare lo stato di consistenza della struttura voltata.

L’Oratorio è stato aperto al pubblico durante tutto il cantiere, ad eccezione delle fasi che hanno interessato il montaggio e lo smontaggio della ponteggiatura.

Si è reso necessario il montaggio di ponteggi anche esterni per scoperchiare il tetto in ardesia, poiché l’imposta della volta, che necessitava di consolidamento, era altrimenti irraggiungibile, data la configurazione geometrica della struttura stessa.

A copertura smontata, si è potuto prendere visione anche delle strutture di copertura, che si sono rivelate in parte da ricostituire e in parte da conservare, per mantenere la testimonianza di una tradizione costruttiva d’altri tempi.

Al progetto architettonico è stato quindi affiancato anche un progetto strutturale.

Le prescrizioni della soprintendenza, circa l’obbligo di conservare e reintegrare i frammenti della porzione del crollo, hanno portato ad una variante al progetto.

È bene sottolineare quanto il cantiere di restauro, e soprattutto quello in oggetto, non possa avere una programmazione esclusivamente “a priori”, ma proprio per sua natura, è in continua osservazione e variazione, poiché non esiste l’ordinarietà e la consuetudine di un mero procedimento formale.

Il confronto costante con la soprintendenza, le maestranze e i tecnici coinvolti è imprescindibile e determina una tempistica di cantiere imprevedibile.

La pandemia che ha interessato tutto il mondo non ha risparmiato il cantiere che, pur fermandosi solo per il tempo stabilito dalla legge, ha poi proseguito a ritmi ridotti per via degli adempimenti anche di sicurezza cui sono stati sottoposti tutti i cantieri. Inoltre, una delle conseguenze è stata il rallentamento delle forniture ed un aumento dei costi, condizioni che non favoriscono il normale prosieguo dei lavori.

In ultimo, ma non meno importante, tutte le lavorazioni che sono state eseguite sono “su misura”. Data la natura dell’immobile e il vincolo che insiste su di esso, nessuna procedura operativa è “standard” quindi, ad esempio, ogni centina è stata consolidata in loco con elementi lignei su misura, così come la ricollocazione dei frammenti di intonaco, sono stati risistemati dopo una lunga procedura di catalogazione e posizionamento (sul modello delle grandi ricostruzioni post terremoto di Assisi).